Il Conto Termico 2026 (CT 3.0) è uno strumento di incentivazione statale italiano, gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che sostiene economicamente interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili negli edifici esistenti.
Non si tratta di una detrazione fiscale da recuperare in più anni (come l’Ecobonus), ma di un contributo diretto in denaro, erogato tramite bonifico sul conto corrente del beneficiario dopo la conclusione dei lavori.
Chi può accedere al Conto Termico 2026?
Possono richiedere questi incentivi:
- I privati cittadini (compresi i condomìni)
- Le imprese e i titolari di reddito d’impresa
- Le Pubbliche Amministrazioni (PA)
- Gli enti del terzo settore
- Le CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) e i gruppi di autoconsumatori
La misura si applica generalmente a edifici esistenti e a interventi che comportano un miglioramento dell’efficienza o la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Quali interventi sono incentivati dal Conto Termico?
Tra gli esempi più comuni di lavori che possono ottenere contributi:
- Pompe di calore elettriche e sistemi ibridi
- Caldaie a biomassa certificate
- Solare termico per acqua calda sanitaria o riscaldamento
- Building automation e sistemi smart
- Isolamento termico dell’involucro (in alcuni casi)
In alcune configurazioni e con particolari requisiti tecnici, sono previste anche altre tecnologie innovative.
Quali sono i vantaggi offerti dal Conto Termico?
Il Conto Termico 2026 prevede un incentivo economico che, in base al tipo di intervento e ai requisiti tecnici rispettati, può coprire fino al 65% delle spese considerate ammissibili. In alcune situazioni specifiche, come determinati interventi realizzati su edifici pubblici situati in piccoli comuni, il contributo può arrivare anche a coprire l’intera spesa, fino al 100%.
L’erogazione dell’incentivo avviene con tempistiche e modalità diverse a seconda dell’importo riconosciuto: quando la somma è contenuta (indicativamente nell’ordine di alcune migliaia di euro, fino a circa 5.000–15.000 euro), il pagamento può avvenire in un’unica soluzione, generalmente in pochi mesi; per importi più elevati, invece, il contributo viene di norma suddiviso in rate annuali distribuite su più anni (ad esempio da 2 a 5).
È importante ricordare che l’accesso e l’entità dell’incentivo non dipendono dall’ISEE o dal reddito del richiedente: ciò che fa la differenza è il tipo di intervento realizzato e la conformità ai requisiti tecnici previsti.
Per ulteriori informazioni, come sempre, non esitate a contattarci: saremo a vostra completa disposizione.
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